Programmazione periodizzata: cosa significa davvero e perché conta
Non tutte le palestre 'programmano'. La differenza tra allenarsi casualmente e seguire una periodizzazione reale — spiegata senza jargon da coach DTL.
“Abbiamo una programmazione periodizzata.”
Molte palestre lo scrivono sul sito. Poche lo fanno davvero.
La differenza non è visibile dalla prima sessione. Si vede dopo tre mesi, sei mesi, un anno. Se stai migliorando in modo misurabile — se i tuoi massimali salgono, se il tuo condizionamento migliora, se sei meno infortunato — allora la programmazione funziona.
Se invece stai solo sudando tanto ogni giorno, potresti fare lo stesso con meno testa e meno efficacia.
Cos’è la periodizzazione (spiegata senza jargon)
Periodizzare significa organizzare l’allenamento in blocchi con obiettivi specifici, alternando fasi di carico alto a fasi di recupero attivo.
Il principio base: il corpo si adatta allo stress. Se lo stress è sempre lo stesso, il corpo smette di adattarsi. Se lo stress aumenta sempre, il corpo si rompe. La periodizzazione gestisce questa tensione.
Esempio semplificato del ciclo DTL:
- Settimane 1-3 (accumulo): Volume alto, intensità moderata. L’obiettivo è costruire volume di lavoro — more reps, longer runs, technical drilling.
- Settimane 4-6 (intensità): Volume scende, intensità sale. Si lavora sui massimali, sui tempi di riferimento, sullo sforzo massimale.
- Settimana 7 (deload): Volume e intensità ridotti. Il corpo integra le adattazioni.
- Settimana 8: Test — si misurano i progressi.
Poi si ricomincia con un nuovo blocco, a un livello leggermente più alto.
Cosa NON è programmazione
Generare ogni giorno un WOD casuale non è programmazione. Copiare WOD da internet non è programmazione. Fare sempre “qualcosa di intenso” senza struttura non è programmazione.
Riconosci una cattiva programmazione quando:
- Non sai perché stai facendo quello che fai oggi
- I movimenti si ripetono senza progressione di carico
- Le settimane si assomigliano tutte
- Non misuri mai i progressi
Perché le classi piccole contano
Una programmazione scritta bene applicata a 40 persone casualmente diventa una programmazione mediocre. Il coach non riesce a vedere tutti, i carichi non possono essere adattati individualmente, la tecnica non viene corretta in tempo reale.
A DTL le classi sono a numero chiuso. Non per scelta di marketing — perché funziona meglio così. Un coach con 8-10 persone può fare coaching reale. Con 30 persone fa gestione della folla.
Il punto sulla progressione
Una delle domande che faccio spesso a chi viene alla prova gratuita è: “Riesci a dirti qual è il tuo massimale su back squat, deadlift, snatch?”
Se non lo sai, non stai progredendo — stai solo allenandoti.
La progressione misurabile è la prova che la programmazione funziona. Non la stanchezza, non il sudore, non la musica ad alto volume.
Se vuoi sapere come funziona concretamente la programmazione a DTL, la cosa più semplice è venire a una sessione.
Scritto da
Christian Lucarelli
Coach @ Dynamic Training Lab · Via Delle Betulle 17, Legnano (MI)